Pannelli solari fotovoltaici di terza generazione. Come fuinzionano

In attuazione del protocollo di Kyoto che invita tutti i paesi del mondo a ridurre le emissioni di CO2 e di non disperdere nell’ambiente liquidi o sostanze in genere inquinanti. Molte conferenze e meeting hanno divulgato l’utilizzo prossimo negli anni avvenire delle celle fotovoltaiche costruite con una avanzata tecnologia a semiconduttori organici ed ibridi organici – inorganici.

Tali pannelli solari di terza generazione avranno un costo di fabbricazione molto più basso ma i vantaggi sono vasti, vediamo insieme di comprendere meglio la differenza che tale tecnologia apporta rispetto ai pannelli attualmente in commercio (con celle in silicio ). Tale abbassamento del costo di fabbricazione porterà anche le industrie, attualmente un po’ restie riguardo la tecnologia rinnovabile, ad investire in tal proposito.

Innanzi tutto le celle di tale tecnologia ( organica ed ibrida organica-inorganica) sono formate da elementi solubili ovvero una sorta di inchiostro o paste. Riducendo notevolmente le spese di fabbricazione (inferiore a 2$/W di potenza di picco prodotta) abbassando l’ inquinamento prodotto nelle varie fasi industriali. Ma ciò che spicca da tale tecnologia è l’enorme applicazione architettonica di cui ci si può avvalere. Le celle ibride infatti permettono l’applicazione su vetrate , finestre, facciate dell’edificio con tinte diverse.

Leggi anche: Come il fotovoltaico di terza generazione sfrutta meglio lo spettro solare

1 commenti:

Anonimo ha detto...

spero che presto siano sul mercato

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